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Copertina di AI-DDIE, Progettare corsi con l’intelligenza artificialeIL METODO
DIETRO GLI
STRUMENTI.

IL LIBRO DI GABRIELE DI FILIPPO

PRIMA IL METODO.
POI LA TECNOLOGIA.

Come scegli gli obiettivi? Quali attività li allenano? Come capisci se il corso funziona? AI-DDIE accompagna il lavoro dalla scheda iniziale al materiale pronto per l’aula.

  • Progettare un percorso coerente.
  • Collegare materiali, obiettivi e valutazione.
  • Conservare un progetto da adattare al corso successivo.

L’estratto comprende prefazione e capitolo 1: 31 pagine in PDF.

Disponibile su Amazon ↗

IL METODO AI-DDIE

PROGETTARE PRIMA.
SCRIVERE DOPO.

Gli obiettivi orientano le prove, le attività e i contenuti. Ogni fase produce un documento che serve alla successiva: il progetto prende forma senza ripartire da zero.

Il metodo

Una scheda iniziale, poi undici fasi. Ognuna con un risultato che si vede.

Il punto di partenza è la scheda del corso, indicata come fase 0. Seguono undici fasi di lavoro.

AI-DDIE innesta l’intelligenza artificiale sul ciclo ADDIE, la mappa che la progettazione didattica usa da decenni. Ogni fase produce un file, e ogni file entra nella fase successiva: alla fine non hai una cartella di appunti, hai il fascicolo completo del tuo corso, riutilizzabile per tutti quelli che verranno dopo.

  • FASE 0La scheda del corsoTitolo, destinatari, descrizione e promessa formativa.
  • FASE 1L’analisi del fabbisognoQuali competenze servono davvero, e quali no.
  • FASE 2Gli obiettivi formativiDalla competenza al verbo osservabile, con Bloom.
  • FASE 3Il programmaSintetico ed esteso, con ore, sequenza e bilanciamento.
  • FASE 4Le metodologie didatticheHook, metodi attivi, debriefing, canali di apprendimento.
  • FASE 5Il syllabusIl patto formativo che consegni all’aula.
  • FASE 6Le esercitazioniCasi, roleplay, simulazioni e project work con griglia.
  • FASE 7Test e valutazioneProve allineate agli obiettivi, non al programma.
  • FASE 8Il tono di voceIl file che rende tuo tutto il materiale generato.
  • FASE 9La dispensaIl testo che i partecipanti leggono e conservano.
  • FASE 10Le slideIl testo completo, pronto per l’impaginazione.
  • FASE 11Il kit e la coerenza visivaJob aid, schemi, identità visiva, archivio ordinato.

Come è fatto ogni capitolo

Due tempi: prima senza IA, poi con l’IA.

Non è un vezzo pedagogico. È l’unico modo per non ritrovarti dipendente da uno strumento che non sai valutare. Chi conosce il metodo usa l’intelligenza artificiale come un moltiplicatore. Chi non lo conosce la usa come una stampella, e si vede.

1

Il lavoro a mano

Cosa devi produrre, come si ragiona, quali criteri usi e quali errori si fanno di solito. La parte che resta valida anche il giorno in cui lo strumento che usi oggi smette di esistere.

2

Lo stesso lavoro con la macchina

Il prompt completo, l’esempio di output reale e i controlli da fare prima di considerarlo finito. Le decisioni restano tue: quello che cambia è quanto tempo ci metti ad arrivarci.

“Un corso serio richiede lavoro, anche con tutti gli acceleratori. Quello che cambia, e cambia parecchio, è dove metti quel lavoro: molto meno nella scrittura e nell’impaginazione, molto di più nella progettazione e nella verifica.”

Dal capitolo 1

Il punto di partenza sbagliato

Quasi tutti i corsi nascono da quello che il formatore sa già.

Si prende il tema, si mettono in fila gli argomenti che sembrano indispensabili, si ordinano dal più semplice al più complesso e si distribuiscono nelle giornate. Le slide arrivano dopo, l’esercitazione e la prova finale per ultime. È il modo più naturale di cominciare, e costruisce corsi che assomigliano a un’esposizione di competenza invece che a un percorso di apprendimento.

01

Le proporzioni si sbilanciano da sole

Gli argomenti che padroneggi meglio si prendono più spazio di quanto meritino, un passaggio interessante alla volta, senza che nessuno decida davvero.

02

La valutazione arriva per ultima

Quando è il momento di valutare non sai esattamente cosa misurare, perché la prova non è stata pensata insieme all’obiettivo ma appiccicata alla fine.

03

Il problema si vede troppo tardi

Un corso mal progettato non dà segnali d’allarme mentre lo prepari. Li dà in aula, alla terza giornata, quando ormai il materiale è stampato.

“Se non hai una risposta tua, l’intelligenza artificiale ti restituirà un corso mediocre scritto benissimo, che è la cosa più pericolosa che esista in formazione: sembra buono, e non lo è.”

Dalla prefazione del manuale

Il metodo prende forma nel tuo corso.

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